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ZERO VITTIME






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A causa di incidenti stradali, nel mondo muoiono ogni anno circa 1,3 milioni di persone e un numero compreso tra 20 e 50 milioni di persone riporta ferite non letali ma che gravano sui costi sociali. Gli incidenti legati alla circolazione stradale sono la principale causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni. In Italia ogni anno si registrano oltre 3.000 morti grigie. L'obiettivo Zero Vittime 2050, si allontana. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha fissato l'ambizioso obiettivo di dimezzare il numero globale di morti e feriti a causa di incidenti stradali entro il 2030 (2020-08-31 A/RES/74/299  >>).  I Deputati Europei hanno approvato una serie di proposte per rendere le strade UE più sicure e raggiungere l'obiettivo zero vittime entro il 2050 (2021-06-22 A9-0211/2021 >>)

 






Per comunicare con lo staff "Zero Vittime"  inviare una mail :  
zerovittime @ eact.it     whatsapp T+ 39 348 8255645




DOCUMENTAZIONE IMPORTANTE

1-  RELAZIONE QUADRO STRATEGICO EU A9-0211/2021 >>
2 - RAPPORTO WHORLD HEALTH ORGANIZATION 2023 >>



PIANO NAZIONALE SICUREZZA STRADALE 2030

3-Indirizzi generali e linee guida di attuazione >>>
4-Sintesi e osservazioni >>
5-PNSS 2030 (delibera CIPESS 14/04/2022 N.13) >>


REPORT INCIDENTI STRADALI  

4- INFOGRAFICA >>
5 - INCIDENTI STRADALI IN ITALIA 2024 >>


REGOLAMENTO SISTEMI AVANZATI PER I VEICOLI

5 - TESTO  2019/2144 >>





 
Il progetto Zero Vittime (OZV) e il Safe System

Il progetto Zero Vittime ha l’obiettivo di diffondere la cultura della sicurezza stradale come valore etico, tecnico e sociale, promuovendo la visione strategica del Safe System, approccio riconosciuto a livello internazionale e fondato sul principio che nessuna perdita di vita è accettabile.
Attraverso un linguaggio rigoroso ma accessibile a tutti, il progetto Zero Vittime si propone di approfondire i principi scientifici, normativi e tecnici che sottendono alla prevenzione dell’incidentalità stradale, favorendo la corretta applicazione del compendio legislativo europeo e nazionale in materia di sicurezza infrastrutturale, pianificazione e gestione del rischio.  

Tale impegno si inserisce nel quadro dell’ambizioso traguardo europeo dell’“obiettivo zero vittime entro il 2050”, ponendosi come contributo concreto alla riduzione degli incidenti e all’evoluzione delle politiche di sicurezza.
Tuttavia, l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica non sono sufficienti se non accompagnate da una diffusione capillare della cultura della sicurezza e da un rinnovato impulso normativo. In tale prospettiva si fonda la missione del progetto Zero Vittime, volta a integrare conoscenza, prevenzione e responsabilità collettiva


L’approccio del Safe System


Il Safe System si basa su quattro principi guida:

    1) I guidatori commettono errori che possono portare a incidenti (basta incolpare solo le vittime !)
    2) Il corpo umano ha una capacità fisica limitata per tollerare le azioni di impatto senza subire danni.
    3) Esiste una responsabilità condivisa tra coloro che progettano, costruiscono, gestiscono e utilizzano il sistema stradale nelle sue componenti (uomo, infrastruttura, veicolo), nel prevenire incidenti che provocano lesioni gravi o morte.
    4) Tutte le parti del sistema devono essere rafforzate per moltiplicare i loro effetti in una visione olistica, in modo tale che, se una parte si guasta o fallisce, gli utenti della strada siano comunque protetti.

    Cinque sono gli elementi essenziali che riflettono una visione olistica della sicurezza stradale:  

    1)  Strade sicure
    2)  Veicoli sicuri
    3)  Utenti sicuri
    4)  Velocità adeguate anche al livello di sicurezza della strada  
    5) Assistenza post-incidente.

 


Il progetto Zero Vittime aggiunge anche : Analisi del contesto, rischi e opportunità (per migliorare la sicurezza)



L’ecosistema OZV

L’ecosistema OZV (Osservatorio Zero Vittime) si configura come un modello innovativo e uno strumento operativo di supporto destinato agli utenti della strada, agli enti proprietari e gestori delle infrastrutture, alle associazioni impegnate nel settore della sicurezza stradale, nonché ai familiari delle vittime.

La piattaforma consente la raccolta strutturata di segnalazioni -  in forma anonima nel pieno rispetto della normativa sulla privacy - relative a criticità e rischi presenti sulle infrastrutture viarie.

Tali segnalazioni vengono elaborate mediante un sistema di rating che attribuisce a ciascuna di esse un livello di rischio: maggiore è il rischio associato, maggiore sarà la priorità di intervento da parte delle figure apicali competenti, nell’ottica del perseguimento dell’Obiettivo Zero Vittime.

Una delle principali criticità riscontrate nel sistema attuale riguarda proprio la difficoltà degli enti proprietari e gestori delle strade nel definire una scala di priorità di intervento oggettiva, basata su criteri tecnici e statistici, piuttosto che su valutazioni soggettive.

In tale prospettiva, l’ecosistema OZV non intende sostituirsi alle funzioni e alle responsabilità delle figure apicali, uniche titolari della sicurezza delle infrastrutture, bensì porsi come strumento complementare di analisi e supporto decisionale.

L’ecosistema OZV è gratuito per gli utenti della strada e, se applicato e diffuso su larga scala (cd campione rappresentativo), può costituire un valido ausilio per l’analisi del contesto territoriale e per l’individuazione delle priorità di intervento da parte degli enti proprietari, dei gestori delle infrastrutture e dei decisori istituzionali.  Le segnalazioni anonime provenienti dagli utenti, qualora non accolte o sottovalutate dagli enti competenti, potrebbero assumere rilievo probatorio ai sensi dell’articolo 14 del Codice della Strada, che disciplina i poteri e i compiti degli enti proprietari, nonché dell’articolo 2051 del Codice Civile, relativo alla responsabilità per danno cagionato da cosa in custodia (materia comunque più giuridica che tecnica).

Il Progetto Zero Vittime promuove la collaborazione attiva con le principali associazioni dei familiari delle vittime della strada, più rappresentantive nel territorio italiano, e con le figure apicali degli enti proprietari e gestori delle infrastrutture, accomunati dalla visione condivisa e dall’impegno concreto verso il raggiungimento dell’obiettivo “Zero Vittime” entro il 2050. L’approccio adottato è costruttivo e non inquisitorio, in quanto riconosce che l’errore umano costituisce una componente inevitabile del comportamento dell’utente della strada. Tuttavia, tale prospettiva si estende anche alla responsabilità di chi progetta, gestisce e manutiene le infrastrutture, sottolineando la necessità che queste ultime siano costantemente adeguate all’evoluzione normativa, tecnologica e sociale.  In questa ottica, il Progetto Zero Vittime si pone come strumento di dialogo e miglioramento continuo, volto a favorire la prevenzione sistemica e la responsabilità condivisa tra tutti gli attori del sistema della sicurezza stradale.

Infrastruttura dell'ecosistema OZV, struttura e finalità



L’Osservatorio “Zero Vittime” costituisce parte integrante dell’ecosistema OZV ed è gestito dallo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners (di seguito “INAE”)


L’infrastruttura dell’Osservatorio si articola nei seguenti componenti funzionali, gestiti e amministrati da INAE:

  • Portale istituzionale: www.zerovittime.eu.
  • Cloud OZV, per l’archiviazione e la gestione centralizzata dei dati in ambiente sicuro.
  • Sistema di governce concessione e utilizzo del logo “Zero Vittime”, con relativa gestione delle autorizzazioni e dei collegamenti ipertestuali agli enti aderenti al progetto;
  • Form dedicati alla raccolta delle segnalazioni anonime, predisposti per la trasmissione strutturata di dati e informazioni sulle criticità infrastrutturali;
  • Algoritmo proprietario di analisi ed elaborazione dei dati, finalizzato all’attribuzione di indici di rischio a supporto degli enti proprietari e gestori delle strade, aderenti,  di cui OZV può agevolare e supporta la  prioritizzazione degli interventi (responsabilità esclusiva degli enti).
  • Pagine social e gruppo Facebook a libero accesso, che consentono la partecipazione pubblica, la condivisione di esperienze e la diffusione gratuita dei contenuti legati alla sicurezza stradale.
  • Seminari e divulgazioni scientifica, anche da remoto, in collaborazione con enti, associazione e altri soggetti istituzionali.

L’attività primaria dell’Osservatorio consiste nel monitoraggio e nell’analisi sistematica dei dati raccolti in forma anonima, provenienti sia da segnalazioni anonime raccolte attraverso l’ecosistema OZV, sia da fonti ufficiali, attendibili e certificate, tra cui l’ISTAT e altri organismi nazionali e internazionali.

L’obiettivo è individuare cause, concause e fattori ricorrenti alla base degli incidenti stradali, al fine di riesaminare e aggiornare le strategie di prevenzione e di promozione della sicurezza in coerenza con la vision “Zero Vittime”.
Tutti i dati analizzati dall’Osservatorio sono completamente anonimi e privi di informazioni personali o riconducibili a individui. Il trattamento, la conservazione e l’elaborazione dei dati avvengono nel rispetto dei principi di liceità, trasparenza e minimizzazione, in conformità al Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR).

Le finalità dell’Osservatorio si estendono altresì al supporto tecnico-scientifico per audit di sicurezza stradale e ispezioni periodiche, alla promozione della corretta applicazione del D.Lgs. 35/2011 e delle Direttive 2008/96/CE e 2019/1936/UE, nonché alla divulgazione della cultura della sicurezza infrastrutturale.

Particolare attenzione è rivolta alla formazione delle figure tecniche e decisionali coinvolte nella gestione delle infrastrutture e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite strumenti di comunicazione scientifica accessibili.

Reti collaborative e integrazione delle competenze

L’Osservatorio OZV persegue l’obiettivo di promuovere la cooperazione e il dialogo strutturato con:

  • le associazioni dei familiari delle vittime della strada e le realtà del terzo settore impegnate nella sicurezza viaria;
  • gli enti proprietari e gestori delle infrastrutture stradali;
  • le università e i centri di ricerca;
  • gli ordini professionali, le istituzioni pubbliche e le forze dell’ordine.

Tale rete a integrare dati, esperienze e buone pratiche tecniche, favorendo il miglioramento continuo della sicurezza stradale e la riduzione progressiva del numero di vittime e feriti gravi.

Ruolo delle associazioni e approccio sistemico
Si evidenzia come le associazioni dei familiari delle vittime della strada e le organizzazioni affini risultino spesso frammentate e carenti di coordinamento reciproco.  In tale contesto, l’Osservatorio OZV si propone di favorire il dialogo, la cooperazione e la condivisione di obiettivi comuni, promuovendo una visione unitaria e sinergica capace di superare la dispersione di energie e di aumentare l’efficacia delle iniziative di prevenzione.  L’approccio dell’Osservatorio è costruttivo e non inquisitorio: riconosce che l’errore umano rappresenta una componente intrinseca e inevitabile del comportamento dell’utente della strada, ma sottolinea al contempo la corresponsabilità di progettisti, gestori e manutentori delle infrastrutture nel garantire sistemi viari sicuri, resilienti e coerenti con l’evoluzione normativa e tecnologica.
 
Un errore dell’utente stradale non si trasformi in tragedia: basta incolpare sempre le vittime !

Un errore commesso da un utente della strada non può trasformarsi in conseguenze tragiche: l’infrastruttura deve garantire protezione anche a chi commette errori. Non è più accettabile incolpare sistematicamente le vittime. Sebbene il fattore umano rappresenti la causa predominante degli incidenti, il fattore infrastrutturale può agire come concausa determinante.  Zero Vittime promuove altresì una forte sensibilizzazione degli utenti della strada al rispetto delle regole fondamentali per la sicurezza: evitare distrazioni, non utilizzare dispositivi telefonici durante la guida, astenersi dall’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti, nella consapevolezza che la velocità uccide. L’imperativo è chiaro: “Guida e basta, vai piano”, un monito semplice ma imprescindibile per la salvaguardia della propria vita e di quella degli altri, per la prevenzione degli incidenti e per la promozione del diritto alla vita. Per gli enti proprietari delle infrastrutture, l’impegno si traduce nella corretta progettazione e manutenzione delle strade, nell’installazione di dispositivi di sicurezza efficaci, nell’applicazione rigorosa delle norme vigenti e nella definizione di limiti di velocità adeguati e coerenti con l'analisi del contesto territoriali e dei rischi, di cui l'ecosistema OZV potrebbe essere di supporto.

 

Rapporto morte grigia e morte bianca:  prossimo a 4:1

Non dimentichiamo il rapporto tra morte grigia e morte bianca. Ogni perdita di vita rappresenta una sconfitta inaccettabile. Tuttavia, il legislatore sembra concentrarsi esclusivamente sulle morti bianche, ovvero quelle sul luogo di lavoro, mentre il rapporto tra morti grigie — quelle causate da incidenti stradali — e morti bianche è ormai di circa 4 a 1. Nonostante ciò, la normativa vigente interviene quasi esclusivamente negli ambienti lavorativi e responsabilizza soltanto il datore di lavoro. Da qui può venire al soluzione.

Equiparare l’ente proprietario della strada al datore di lavoro

È quindi necessario equiparare l’ente proprietario e gestore della strada alla figura del datore di lavoro, riconoscendo a tale ente le medesime responsabilità e doveri di tutela previsti dal Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008). In tal modo, si potrebbe estendere l’ambito normativo per prevenire e ridurre le morti grigie, attribuendo responsabilità dirette alle figure apicali degli enti gestori della rete stradale, analogamente a quanto avviene per i datori di lavoro negli ambienti lavorative.  In definitiva la strada può essere considerato un luogo di lavoro  come una strada o un passaggio pedonali all’interno di una fabbrica, di un ospedale (...)

 
Coinvolgere tutti gli utenti e attori

L’attività di engagement - di coinvolgere, motivare e far partecipare attivamente un gran numero di utenti, di attori e quindi di creare una vera e propria comunità sul tema e iniziativa a protezione delle vite umane - si estende anche attraverso il gruppo Facebook ufficiale “ZeroVittime”, che funge da luogo di confronto e partecipazione attiva della comunità. Attraverso contributi formativi, testimonianze, dibattiti tecnici e dirette di eventi istituzionali, Zero Vittime pone particolare attenzione alla rilevazione e segnalazione delle anomalie infrastrutturali che possono accrescere il rischio di incidenti. L’obiettivo è costruire una comunità consapevole e partecipata, in cui professionisti, enti locali, tecnici, associazioni e cittadini collaborino attivamente per la riduzione sistemica degli incidenti e delle loro conseguenze. Solo così si può raggiungere l’obiettivo Zero Vittime

 
Chi siamo



Zero Vittime è un progetto, di un ecosistema OZV con osservatorio OZV,  gestito dallo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners, fondatore e direttore scientifico il Perito Forense Leopoldo Comparin, titolare anche del logo Zero Vittime.  Zero Vittime, pertanto, non costituisce associazione né soggetto giuridico autonomo. Tutte le attività e comunicazioni riconducibili al progetto  Zero Vittime rientrano nella sfera delle attività  dello Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners, struttura di eccellenza che impiega tecnologie d’avanguardia per la ricostruzione tecnico-forense di incidenti stradali, ferroviari e aerei, finalizzata all’individuazione delle cause e delle responsabili degli eventi sinistrosi.  Lo studio è inoltre specializzato nello svolgimento di audit di sistemi e prodotti di  prima, seconda e terza parte nonché nella stima dei rischi e verifica della corretta applicazione del compendio normativo di riferimento, con un approccio integrato volto al miglioramento continuo della sicurezza e dell’affidabilità delle infrastrutture e della sicurezza nei trasporti.     Lo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners è titolare esclusivo del progetto, nonché ideatore, fondatore e gestore, del modello e strumento, dell’ecosistema OZV  e dell'osservatorio (www.zerovittime.eu), detiene tutti i diritti di proprietà intellettuale e industriale, anche del logo Zerov Vittime,  riservandosi la facoltà di perseguire ogni utilizzo non autorizzato.



Disciplina d’uso del logo, delle interazioni social e limiti di responsabilità

L’utilizzo del logo “Obiettivo Zero Vittime” è consentito esclusivamente previa formale richiesta e specifica autorizzazione scritta rilasciata dallo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners, titolare dei relativi diritti di proprietà intellettuale e del marchio identificativo del progetto.

Qualsiasi uso non autorizzato, improprio o lesivo dei diritti di titolarità sarà perseguito nei termini di legge, ai sensi delle disposizioni vigenti in materia di tutela del diritto d’autore, marchi e segni distintivi.

La partecipazione e l’interazione degli utenti all’interno del gruppo ufficiale Facebook “Zero Vittime” avvengono a titolo libero, gratuito e volontario e non costituiscono in alcun modo rapporto di collaborazione, partnership, associazione, lavoro o consulenza professionale con lo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners.

Gli utenti non sono autorizzati a pubblicare contenuti, post o comunicazioni a nome dell’Osservatorio OZV, del progetto “Obiettivo Zero Vittime” o di INAE, né a utilizzare tali denominazioni per finalità personali, promozionali o di rappresentanza.
Parimenti, non è consentito rivendicare diritti, titoli o riconoscimenti di alcun genere riferibili allo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners o al progetto “Obiettivo Zero Vittime”.

Ogni abuso, utilizzo improprio o violazione delle presenti disposizioni sarà perseguito in sede civile e penale, nei limiti e con le modalità previste dall’ordinamento vigente.

Il progetto Zero Vittime e il relativo Osservatorio OZV non intendono in alcun modo sostituirsi alle funzioni apicali, agli enti proprietari e gestori delle infrastrutture stradali, né alle autorità competenti in materia di sicurezza, vigilanza o gestione del territorio.
L’iniziativa e finalità del progetto  si configura esclusivamente come strumento di supporto tecnico e informativo, finalizzato alla raccolta e all’analisi di segnalazioni anonime e all’elaborazione di dati utili a favorire la prevenzione e al raggiungimento dell'obiettivo Zero Vittime.

I dati elaborati dall’Osservatorio non costituiscono rilevazioni ufficiali e potrebbero non disporre di un campione statistico sufficiente per rappresentare in modo completo o esaustivo la realtà.  Pertanto, tutti i risultati e le analisi prodotte devono essere confrontati e verificati con i dati ufficiali e certificati da enti riconosciu quali – a titolo esemplificativo ma non esaustivo:  ISTAT, Polizia di Stato, ISS, ANSFISA,  ACI,  ANIA, ETSC,  Ministeri competenti e gli enti territoriali di riferimento.  Lo Studio Tecnico Peritale INAE Comparin & Partners declina ogni responsabilità diretta e indiretti per eventuali decisioni, azioni o omissioni adottate da terzi parte sulla base dei dati trattati e  diffusi, nonché per eventuali errori, imprecisioni o mancate corrispondenze con altre fonti istituzionali.




Fondatore e Direttore Scientifico OZV
INAE Comparin & Partners
Perito Forense Leopoldo Comparin

T-39  348 8255645  www.inae.it   www.zerovittime.eu  info@inae.it   zerovittime@eact.it



 


AUTOVELOX : APPROVAZIONE & OMOLOGA

Dal punto di vista tecnico e non giuridico, dalla lettura del codice della strada e del regolamento emerge che approvazione e omologa siano equipollenti in quanto hanno portato il Ministero competente ad esprimere un parere tecnico di idoneità (Nota Ministero  8176 11-11-2020 >>). Questo viene chiaramento ribadito anche dalla sentenza 2774/2024 del 12/06/2024 del Tribunale di Bari che ribalta la nota ordinanza della Corte di Cassazione 10505/2024 del 18/04/2024 >>

[Importante oltre all'Art. 142 comma 6 del CDS, si raccomanda di contemplare l'Art.45  comma 6 del CDS e l'articolo 192 del Regolamento di Attuazione Omologazione ed Approvazione comma 4, 5 e 6]


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